Luglio 5, 2026

La cappella di Sant’Antonio Abate
(Ulzio)
La cappella, nota a livello documentario dal 1498, si trova nel cuore antico della borgata Jouvenceaux di Sauze d'Oulx. L’edificio presenta un impianto planimetrico semplice ad una sola navata rettangolare, sormontata da un soffitto a travi, con un piccolo locale adibito a sacrestia ed una tribuna lignea in controfacciata.
All’esterno dell'edificio si dipanano gli affreschi realizzati tra il 1480 e il 1490: sulla facciata compare la maestosa raffigurazione del Giudizio universale e la raffigurazione della Gerusalemme celeste come una città turrita. La fiancata che guarda verso la piazza presenta invece riquadri con le raffigurazioni di San Michele arcangelo intento a pesare le anime, l’Annunciazione, Sant’Antonio abate con malati penitenti e San Cristoforo. Su questa stessa facciata, in un registro inferiore, si trovano i riquadri con due allegorie: la Buona e la Cattiva Confessione e la Buona e la Cattiva Comunione.
L’interno presenta, sulla parete sinistra scene tratte dalla vita di sant’Antonio abate, analoghe al ciclo jaqueriano di Ranverso, oggi concordemente assegnate ai pinerolesi Bartolomeo e Sebastiano Serra, attivi in numerosi luoghi della Valle di Susa, del Pinerolese e alle porte del Canavese nella seconda metà del Quattrocento.
L’abbazia dei santi Pietro e Andrea
(Novalesa)

Poco distante dal caratteristico paesino di Novalesa si trova l’abbazia benedettina dei santi Pietro e Andrea, fondata nel 726 dal patrizio merovingio Abbone. A causa della sua posizione strategica, porta di accesso al passo del Moncenisio, Carlo Magno ne fece un avamposto privilegiato per l'avanzata dei Franchi verso l'Italia e ne accrebbe ulteriormente i possedimenti. Proprio nell'epoca carolingia l’abbazia visse il periodo di maggior splendore, divenendo uno dei fari della diffusione della cultura europea. Abbandonata tra il 906 e il 926 a causa delle scorrerie saracene, fu ricostruita a partire dal XII secolo da un gruppo di monaci provenienti dall'abbazia di Breme, fondata dalla comunità novalicense dopo la fuga dalla casa madre. Nel 1646 ai monaci benedettini, ormai in numero ridottissimo, subentrarono i cistercensi riformati di San Bernardo, che ressero l'abbazia fino alla soppressione napoleonica del 1798; una nuova comunità di benedettini proveniente dall’isola veneziana di San Giorgio, ancora oggi residenti nel monastero, si è insediata nell’abbazia nel 1972.
Nel parco annesso vi sono quattro cappelle, la principale delle quali, dedicata a sant'Eldrado, presenta uno straordinario ciclo pittorico, datato al 1096/97, raffigurante le scene della vita dei santi Eldrado e Nicola.
Programma
Ore 8,45: ritrovo dei partecipanti e partenza per Ulzio
Ore 10: ingresso alla visita guidata della chiesa di sant’Antonio Abate
Pranzo libero
Ore 15: visita guidata dell’abbazia di Novalesa
Ore 17,30: partenza per Torino con arrivo previsto alle 19
Quota di partecipazione
90 € a persona (salvo conguaglio)
Le iscrizioni si chiudono il 22 giugno.


