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Il caicco bluViaggi e turismo culturale. Guide e libri di viaggio

L’Umanesimo a Firenze: sulle tracce di Beato Angelico (Firenze, 14-16 novembre 2025)

Il Maggio 31, 2025 da admin
L’Umanesimo a Firenze: sulle tracce di Beato Angelico (Firenze, 14-16 novembre 2025)

Novembre 14, 2025 – Novembre 16, 2025

Beato Angelico
(Palazzo Strozzi e Museo di san Marco)

L’esposizione celebra a Firenze uno dei padri dell’arte umanistica post giottesca in un percorso che, tra le due sedi di Palazzo Strozzi e del Museo di San Marco, affronterà la produzione, lo sviluppo e l’influenza dell’arte di Beato Angelico in dialogo con pittori come Masaccio, Filippo Lippi, Lorenzo Monaco, ma anche scultori quali Lorenzo Ghiberti, Michelozzo e Luca della Robbia.
L’occasione della mostra, la prima dedicata all’artista dopo oltre settant’anni, permetterà di restaurare eccezionali capolavori e riunire per la prima volta opere disperse da oltre duecento anni in collezioni pubbliche e private di tutto il mondo, con prestiti provenienti dal Louvre di Parigi, la Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum di New York, la National Gallery di Washington, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, il Philadelphia Museum of Art.
Celebre per un linguaggio artistico che, partendo dall’eredità gotica utilizza i principi della nascente arte rinascimentale, Beato Angelico (1395 circa – 1455) ha creato opere eccelse per la maestria nella prospettiva e l’uso della luce nel rapporto tra figurazione e spazio, consentendoci di esplorare la qualità assoluta di questo artista come mai in precedenza e facendo emergere la sua capacità di innovazione artistica in relazione a un profondo senso religioso, fondato su una meditazione sul sacro in connessione con l’umano.


Una sezione della mostra è ospitata delle sale del museo di San Marco, capolavoro architettonico di Michelozzo commissionato da Cosimo de’ Medici e costruito tra il 1437 e il 1443: custodisce la più grande collezione al mondo di opere dell’Angelico, che visse nel convento tra il 1438 e il 1445 e che decorò anche alcune celle monastiche.

 

Museo dell’Opera del Duomo: le porte del battistero di Andrea Pisano e Lorenzo Ghiberti

Oggetto di un restauro conservativo portato a termine nel 2019, le tre porte del battistero fiorentino sono esposte ora una vicina all’altra da alcuni anni nei rinnovati spazi espositivi del museo, consentendo ai visitatori un affascinante confronto.
Al celebre scultore del Trecento Andrea Pisano si deve la più antica delle tre porte, realizzata tra il 1330 e il 1336 su richiesta della potente Arte di Calimala, ovvero dei mercanti.

Andrea ideò 28 formelle, di cui 20 con episodi della vita di San Giovanni Battista, patrono del battistero e della città di Firenze, e 8 con figure emblematiche. L’ordine di lettura è dall’alto verso il basso e da sinistra verso destra: sull’anta di sinistra sono rappresentati gli episodi relativi al ruolo di profeta del Battista, mentre a destra quelli del martirio. Le formelle sono intervallate da 74 fregi dorati, ognuno decorato con rosette alternate a diamanti, mentre ai vertici dei quadrilobi, contenenti le scene, si trovano 48 teste di leone.
Riferimenti iconografici fondamentali per quest’opera furono il ciclo di mosaici del battistero con la vita di san Giovanni Battista e gli affreschi di Giotto nella Cappella Peruzzi in Santa Croce a Firenze. Lo stile dell’ultimo Giotto è chiaramente leggibile nelle figure e nelle composizioni di Andrea e non è da escludere che il grande maestro abbia disegnato qualcuna delle scene o quantomeno offerto spunti per l’organizzazione spaziale e narrativa delle singole formelle e per l’invenzione delle figure che le compongono.

Considerata l’opera che apre la stagione del Rinascimento a Firenze, la porta Nord è la seconda in ordine di tempo (1402 – 1424), dopo quella di Andrea Pisano.

Verosimilmente l’intenzione della corporazione era di far realizzare le porte del battistero una dietro l’altra, ma una serie di avvenimenti, tra cui la peste del 1348, fermarono questo progetto che fu ripreso solo nel 1400, quando si decise di indire un concorso per la seconda porta. Vi parteciperanno oltre al Ghiberti, Filippo Brunelleschi, suo principale rivale, Simone da Colle, Niccolò d’Arezzo, Jacopo della Quercia da Siena, Francesco di Valdambrino e Niccolò Lamberti. Agli artisti fu chiesto di realizzare una formella, in un anno, con il tema del Sacrificio di Isacco. Lorenzo di Bartoluccio Ghiberti (1378-1455) vinse il concorso e riprese lo schema della porta di Andrea Pisano con 28 formelle dalla medesima forma quadrilobata, ma con tali differenze stilistiche da segnare il passaggio dal linguaggio tardomedievale a quello umanistico. Una evoluzione ancora più evidente nella terza porta anch’essa eseguita dal Ghiberti nel 1425 nella quale l’artista ridusse a dieci le scene, di maggiori dimensioni, per raffigurare diversi episodi tratti dell’Antico Testamento, con un sapiente uso degli effetti prospettici teorizzati in quegli anni dal Brunelleschi e con una accentuata cura nella resa psicologica degli eventi biblici narrati.

 

La cappella Bardi della chiesa di santa Croce: gli affreschi di Giotto

Gli affreschi della cappella, oggetto di un restauro che sarà terminato a luglio, narrano fatti della vita di san Francesco secondo la Legenda maior di Bonaventura da Bagnoregio, che Giotto aveva già illustrato nella basilica superiore di Assisi. Come nella predicazione francescana, anche nella Bardi viene privilegiata la chiarezza delle scene per illustrare la biografia del santo. All’interno la narrazione va letta orizzontalmente partendo da sinistra: alla Rinuncia ai beni segue, di fronte, l'Approvazione della Regola; all’Apparizione ad Arles, la Prova del fuoco; alla Morte, la prima apparizione post mortem. Gli affreschi della cappella devono essere visti dal centro della cappella, e Giotto concepisce le scene superiori tenendo conto della visione dal basso, come dimostra l’edificio in scorcio della Rinuncia. Rispetto ad esperienze precedenti quali le navate di Assisi o gli Scrovegni a Padova, l’artista cambia il rapporto tra figura e ambiente, introducendo invenzioni che modificano la spazialità delle scene.
Giotto supera inoltre la rigidità espressiva dominante all’epoca, indagando gli stati d’animo dei personaggi e
studiando espressioni e gestualità: la rabbia del padre e le urla dei ragazzini afferrati per i capelli nella Rinuncia; la paura dei Saraceni che temono il confronto con Francesco nella Prova del fuoco e la conseguente ira del sultano; il dolore e la tenerezza dei frati inginocchiati, l’incredulità dell’uomo che accerta le stimmate, la meraviglia del frate che guarda l’animula portata in cielo nella Morte.

 

Programma

Venerdì 14 novembre
Ore 8: ritrovo dei partecipanti e partenza per Firenze
Pranzo libero
Ore 15: visita guidata della cappella Bardi in santa Croce. Al termine trasferimento in hotel
Ore 20,30: cena presso il ristorante dell’hotel

Sabato 15 novembre
Ore 10,30: visita guidata della mostra di Beato Angelico (sezione di Palazzo Strozzi)
Pranzo libero
Ore 15: visita guidata del Museo dell’Opera del Duomo (le porte del battistero)
Cena libera

Domenica 16 novembre
Ore 10,30: visita guidata della mostra di beato Angelico (sezione del Museo di san Marco)
Pranzo libero
Ore 15,30: partenza per Torino con arrivo previsto per le 21

A causa del restauro ancora in atto della cappella Bardi, che dovrebbe essere ultimato a luglio, il programma
potrebbe subire delle modifiche. Per motivi organizzativi il gruppo sarà composto da massimo 20 partecipanti.


Quota di partecipazione

Base 15 paganti: 860 € a persona (salvo conguaglio)
Base 20 paganti: 720 € a persona (salvo conguaglio)
Supplemento singola: 200 €

Le iscrizioni si chiudono il 12 settembre.

Vedi il calendario completo

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